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Cosa è la Progettazione Immersiva? Gli usi di AR e VR dal modello al cantiere

Quando il gioco si fa progetto

Nel passato abbiamo visto la differenza tra Virtual Reality e Mixed o Augmented Reality (se vi siete persi l’articolo, lo trovate QUI). Le tecnologie VR e AR sono state sviluppate dalla Gaming Industry, da sempre culla di molte delle più importanti innovazioni tecnologiche. Dapprima relegate a giochi di ruolo altamente coinvolgenti, con il tempo si sono rivelate strumenti estremamente utili per le aziende nei campi più disparati, dalla formazione dei dipendenti alla realizzazione di prototipi virtuali. Ne è di esempio la Progettazione Immersiva.

 

I concetti chiave
Virtual Reality (VR): rappresentazione di una realtà interamente ricreata al computer. L’utente non interagisce mai con l’ambiente reale circostante.
Augmented Reality (AR): rappresentazione dell’ambiente reale a cui vengono aggiunti o sovrapposti elementi e contenuti digitali. L’utente interagisce con gli elementi dello spazio virtuale pur restando in contatto con quello reale.

 

Cos’è la progettazione immersiva? 
Sembrava già una rivoluzione quando il disegno tecnico su carta, con le immancabili sbavature del carboncino, le linee troppo spesse, il pennino a china da usare trattenendo il respiro, è stato soppiantato dai software CAD per la progettazione al computer. Poi è arrivata la nuova transizione dal 2D al 3D, con modelli in scala sempre più realistici in cui è possibile inserire dettagli che sembravano impensabili da inserire fin dalle fasi iniziali di un progetto. Luci, ombre, texture del materiale: grazie al rendering i modelli hanno preso vita sugli schermi dei disegnatori, tanto da rendere spesso difficile per i non addetti ai lavori stabilire se un immagine o un video è la rappresentazione di un oggetto o ambiente reale oppure è il frutto, ancora virtuale, dell’immaginazione e della bravura del progettista.

La nuova frontiera della progettazione oggi è rappresentata dalla Progettazione Immersiva, in cui i modelli 3D realizzati con i software BIM (Revit, ArchiCAD, Lumion…) sono integrati con strumenti di realtà virtuale, aumentata e mista. L’interazione con il mondo digitale avviene grazie a dispositivi per esperienze immersive già largamente diffusi nel mondo del gaming, come visori VR e AR, Smart Glasses, scanner Leap Motion e controller che permettono di visualizzare i nuovi contenuti digitali, muoversi all’interno dello spazio digitale ed apportare modifiche all’ambiente.

 

Dalle fasi iniziali del progetto…
La possibilità di navigare in un ambiente immersivo simulato offre numerosi vantaggi, sia per il progettista che per il cliente che ha commissionato il lavoro. Entrambi, è il caso di dirlo, potranno toccare con mano (virtuale) il progetto e osservarlo in tutte le fasi della sua realizzazione. I software virtuali inoltre presentano spesso delle libreria di oggetti a cui è possibile attingere velocemente per apportare modifiche alle soluzioni progettuali presentate e valutare gli effetti del cambiamento in tempo reale insieme al cliente. Personalizzazione, flessibilità e coinvolgimento: in tal modo si riducono i tempi di realizzazione e al contempo il progetto si adatta e rispecchia le aspettative del cliente, che inevitabilmente variano nel corso dei lavori.

Non meno importante è l’impatto positivo che queste tecnologie hanno sull’ambiente. Le presentazioni dei modelli iniziali e delle loro successive modifiche non necessitano di altri supporti se non quello rappresentato dal software: prototipi e plastici possono essere interamente sostituiti da una passeggiata virtuale in cui ogni modifica non produce rifiuti e materiali di scarto, con la conseguente riduzione sui costi delle materie impiegate.

 

… alla visualizzazione durante le fasi esecutive

I vantaggi della Progettazione Immersiva non si limitano alle prime fasi dei lavori ma proseguono anche durante le fasi esecutive. L’impiego di tecnologie di realtà aumentata all’interno dei cantieri offre vantaggi in termini di sicurezza, riduzione dei costi ed efficienza. Sovrapponendo i modelli ideali all’ambiente reale risulta più semplice notare le eventuali differenze, valutare la qualità del lavoro fatto fino a quel momento e visualizzare gli step successivi. Adoperando software di Mixed Reality, inoltre, è possibile visualizzare anche elementi non fisici come i flussi termici o i campi elettromagnetici.

Per implementare queste tecnologie, a dispetto di quanto si possa pensare, non sono necessari strumenti altamente complessi: ad esempio è possibile mettere dei QR Code in specifici punti di interesse per rimandare all’apertura di un modello virtuale facilmente accessibile da un dispositivo mobile, ad esempio un telefono cellulare o un tablet. Un’altra opzione è rappresentata dagli Headset AR, che offrono il vantaggio di muoversi all’interno del cantiere lasciando le mani libere.

In conclusione, la progettazione immersiva è una scelta sostenibile e all’avanguardia, che consente un risparmio di tempo e risorse e semplifica il raggiungimento degli obiettivi del progettista con un maggior coinvolgimento del cliente in tutte le fasi dei lavori. Non è da sottovalutare, infine, la componente ludica che queste tecniche di realizzazione offrono.

 

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Settembre 23, 2021

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